A chi si rivolge

​L’istituto del Concordato Fallimentare è una soluzione di particolare rilevanza per gli imprenditori, amministratori, consulenti di un’impresa, che si trovano ad affrontare una situazione di CRISI “GRAVE”, di pre-insolvenza o di insolvenza accertata.
Si rivolge quindi a casi quali:

  • Situazioni che anticipano la definitiva impossibilità di proseguire l’attività, il molteplice avvio di azioni di rientri bancari, le molteplicità di azioni o cause da fornitori, decreti ingiuntivi, interruzioni di rapporti da fornitori core, ecc;
  • Situazioni pre fallimentari in cui intervengono fatti straordinari quali revoche dei finanziamenti, avviamento di azioni di pignoramento, pendenza di istanze di fallimento, ecc;
  • Imprese in concordato preventivo, con la procedura impossibilitata a proseguire o a rischio di revoca;
  • Fallimenti già dichiarati;

Va prima conosciuta la gravità della crisi

In primo luogo va condotta una analisi economico finanziaria approfondita e, in caso di ipotesi di continuazione d’azienda, va predisposto un realistico business plan, che tenga conto degli effetti che la ristrutturazione comporterà.

Il vero cardine su cui si deve incentrare la decisione è un serio e credibile piano economico finanziario, che preveda un esame analitico sul piano della liquidazione degli attivi, nel caso di un concordato liquidatorio, o sul piano industriale di rilancio, nel caso di un concordato in continuità.

È uno strumento valido sempre?

Ovviamente no. Bisogna prima procedere ad una analisi approfondita e poi, se ne sussistono gli estremi, valutare una soluzione e le probabilità che questa ha di successo.

Il nostro intervento

Procediamo sottoponendo la realtà aziendale ad una analisi economico-finanziaria e patrimoniale, predisponiamo quindi un piano di valutazione delle capacità di sostenimento di un Concordato e un business plan dell’attività economica, se ancora in essere.

Infine procediamo a redigere il piano di concordato fallimentare, che possa concretamente portare alla chiusura del fallimento, ed infine affianchiamo l’imprenditore o il terzo promotore fino al definitivo buon esito della procedura.

Piano d'intervento

Analisi di bilancio, economica-patrimoniale-finanziaria volta alla valutazione dello stato di crisi d’azienda
Valutazione delle soluzioni e analisi costi-benefici / valutazione del profilo economico-giuridico
Stesura del piano operativo di intervento e soluzione dello stato di crisi
Redazione della Proposta di Concordato
Affiancamento e realizzazione delle varie fasi del piano

Il concordato fallimentare quale possibile ultima soluzione alla crisi d'impresa

Il Concordato Fallimentare è un istituto di soluzione del fallimento praticamente inutilizzato nella prassi Italiana. A titolo di esempio:

  • al Tribunale di Parma nel 2011 sono stati dichiarati oltre 200 fallimenti e sono state aperte 0 (zero) procedure di Concordato fallimentare;
  • al Tribunale di Mantova dal 2004 ad oggi è stata presentata e chiusa una sola procedura di Concordato Fallimentare (l’abbiamo presentata e chiusa noi);

Quando?

Il Concordato Fallimentare è una procedura che si rende attivabile a seguito della Dichiarazione di Fallimento, dichiarazione che può essere conseguenza dell’istanza di uno o più creditori o della richiesta in proprio dell’imprenditore.

Cos’è?

Il Concordato Fallimentare è una proposta, avanzata dal FALLITO o da un SOGGETTO TERZO (anche da Creditori o dal Curatore stesso), con cui si propone ai Creditori un piano per soddisfare secondo certe condizioni i loro crediti, per arrivare in tempi brevi ad una chiusura del fallimento.

Perché?

Quando l’impresa è gravata da debiti eccessivi rispetto alla capacità di farvi fronte, mediante il cash flow che genera, l’unica soluzione che permette il mantenimento in vita dell’azienda stessa è lo sgravio di parte di questi debiti e, conseguentemente, degli oneri richiesti per farvi fronte.

Se la situazione di crisi è ormai troppo avanzata per poter arrivare ad un sufficiente stralcio dei debiti mediante una procedura alternativa, quale un accordo di ristrutturazione o un concordato preventivo, è opportuno prenderne atto e affrontare il problema con l’unica procedura praticabile.

In questa fase interviene il Concordato Fallimentare.

Punti di forza

Reale e rilevante sgravio del carico debitorio dell’azienda, il pagamento dei debiti è a “moneta fallimentare”
Acquisizione degli attivi fallimentari, delle azioni della procedura e, qualora ancora operante, dell’azienda o ramo d’azienda
Abbattimento dei costi degli organi della procedura e dei “professionisti del fallimento”, quali periti, consulenti, legali, nota e altre figure professionali
Ridotta tempistica per la chiusura della procedura
Mantenimento del controllo della procedura, anziché subire la capacità di direzione e controllo della realizzazione

Più nel dettaglio

Il Concordato Fallimentare è la soluzione ultima nei casi in cui il fallimento diventa una realtà.
Il fallimento può essere il momento finale di una crisi d’impresa che non si riesce a risolvere tempestivamente, ma può essere anche una scelta frutto di valutazioni preventive, quando si comprenda con il dovuto anticipo lo stato di gravità della crisi.
Non sempre è evitabile il fallimento e non sempre è più opportuno il concordato preventivo, rispetto ad un inevitabile dichiarazione di fallimento.
Ma soprattutto, non sempre si conosce o si è disposti ad accettare lo stato di crisi dell’impresa.
Difficilmente, inoltre, chi ha affiancato l’imprenditore fino a quel momento, è la figura indicata per analizzare, riconoscere e affrontare lo stato di crisi dell’azienda.

La soluzione del concordato preventivo spesso non è sostenibile o rappresenta comunque una soluzione sbagliata.
Un concordato preventivo può portare, e spesso porta, o ad un successivo fallimento o ad un incaglio della procedura, contraria all’interesse dell’imprenditore e dei creditori.
Ci vuole la competenza per comprenderlo e la chiarezza di comunicarlo.

Il concordato fallimentare (previsto dall’articolo 124 del Rd 267/1942) è l’ultima ma anche la meno battuta strada di risoluzione di una crisi ineluttabile.
Una proposta ben articolata prevede la liquidazione dell’attivo d’impresa ed il saldo e stralcio dei creditori insinuati al passivo, con la successiva chiusura definitiva della crisi d’impresa.
Il concordato fallimentare conviene non solo all’imprenditore in crisi, ma anche ai creditori, che possono trovare vantaggioso essere saldati in tempi brevi e, spesso, anche in misura maggiore, rispetto all’attesa di un fallimento portato a termine.

Molto spesso il promotore del concordato, l’imprenditore o un terzo, acquisiscono in tempi brevi e nelle sue piene funzioni, l’azienda o i beni della procedure, permettendo il salvataggio dell’azienda e la liberazione dal carico, insostenibile, dei debiti. In caso di fallimento, infatti, il curatore può solo procedere alla vendita dell’impresa fallita o dei singoli attivi, secondo le regole della procedura, che portano a costi spesso esorbitanti a tutto nocumento dei creditori, e di un allungamento dei tempi di gestione.

Il fallimento seguito dal successivo concordato (quando la situazione dei conti e del patrimonio non consente altre soluzioni) rappresenta un’utile soluzione per tutte le parti coinvolte, non solo per i creditori (che possono risultare maggiormente soddisfatti), e per la collettività nel suo complesso (basti pensare ai posti di lavoro salvati).

Pre-analisi

Siamo disponibili ad una valutazione sullo stato di crisi e sulla possibilità di presentare una Concordato Fallimentare, senza alcun onere.

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